venerdì 10 agosto 2018

MARINA IN ARTE TERZA EDIZIONE


Darsena – Porto Turistico Marina di Ragusa


Anche quest' anno il MOICA Sez.Ragusa in sinergia con il Porto Turistico di Marina di Ragusa e il Centro Servizi Culturali, presenterà la terza edizione di "Marina in Arte", con una Estemporanea ed esposizione di Pittura e Fotografia, nelle seguenti date: 11, 18 e 25 agosto, a partire dalle 19,30 fino a tarda serata.
<Colori, sfumature, soggetti e paesaggi faranno da cornice nelle ore notturne lungo il molo del Porto Turistico – spiega la Responsabile del Moica sez. Ragusa, Anna Ottaviano – gli artisti, pittori e fotografi, provenienti da tutta la provincia di Ragusa si impegneranno con le loro opere a far conoscere il nostro territorio e le bellezze che ci circondano>. Sarà inoltre presente l’Associazione “Amici del Madagascar”, rappresentata dalla responsabile Maria Tidona, che, già questo inverno si era impegnata insieme ad alcuni artisti, Graziella Puccia, Danilo Bracchitta, Anna Ottaviano, Claudio Schembari, Silvana Amarù, Sara Occhipinti, Rosanna Criscione, Erzen Sylisufi, Rita Iacono, Pina Cannarella, Maria Carmela Occhipinti, Rosario Mazza e Nunzio Vitale a donare le proprie opere che il prossimo dicembre verranno sorteggiate ed il ricavato donato all’ Associazione stessa per realizzare un progetto di solidarietà in Madagascar. Il Moica dunque impegnato nell’arte e nella promozione del territorio senza mai dimenticare le persone meno fortunate.
Gli artisti che parteciperanno alla terza edizione di “Marina in Arte” sono: Rita Albergamo, Carmelo Battaglia, Giorgio Burrafato Croce, Elena Campo, Rosanna Criscione, Lara Dimartino, Maria Dipasquale, Roberto Fiderio, Roberto Guccione, Rita Iacono, Cettina Incremona, Elisa Milanesi, Anna Ottaviano, Giovanni Pace, Luciano Piccitto, Graziella Puccia, Teresa Scarso, Giorgia Scrofani, Pamela Siciliano, Erzen Sylisufi, Nunzio Vitale.


Lara Dimartino

domenica 6 maggio 2018

VISITA GUIDATA A COMISO CON IL MOICA SEZIONE RAGUSA

Moica Ragusa, nella figura della sua Responsabile Anna Ottaviano, ha organizzato un tour guidato presso la città di Comiso in visita dei monumenti che sono Patrimonio dell'Umanità.
Il Castello dei Naselli d'Aragona

La prima tappa del tour è stata la Chiesa dei Cappuccini, detta anche Santa Maria della Grazia, dove all'interno, nella cripta sono conservate le mummie di circa 50 frati cappuccini:








La Basilica di Maria Santissima Annunziata del 1772 che fu progettata dall'architetto palermitano G. B. Cascione Vaccarini, nipote del più famoso G.B. Vaccarini:
La facciata esterna della Basilica dell'Annunziata
Nell'abside della Basilica dell'Annunziata sono presenti rispettivamente a sinistra dalla foto "La Resurrezione" e a destra "La Natività" di Salvatore Fiume


La chiesa Madre di Santa Maria delle Stelle è stata sede della terza tappa:


La facciata esterna di Santa Maria delle Stelle
Particolare del pregevole soffitto ligneo con i cinque affreschi del "Barbalonga" sulle scene dell'Antico testamento

Piazza Fonte Diana


Piazza Fonte Diana


Piazza Fonte Diana


Terme romane di Diana

Il Castello dei Naselli di Comiso merita senza dubbio di essere visitato perchè oltre a rappresentare la storia di un'intera città, risulta ben conservato con i mobili e suppellettili che si sono succeduti nelle varie dinastie (soprattutto della famiglia Nifosì, attuale proprietaria dell'immobile).Inoltre  dal 22 settembre 2018 al 30 settembre 2018, presso il Castello dei Naselli, Andrea Baffoni, capo redattore della rivista Contemporart, il M° Roberto Guccione e Anna Ottaviano, Responsabile del Moica, sezione Ragusa, inaugureranno la PRIMA COLLETTIVA INTERNAZIONALE D'ARTE A COMISO, OMAGGIO AL GRANDE ARTISTA MONDIALE - MAESTRO FRANCESCO GIOMBARRESI.










































Lara Dimartino





domenica 15 aprile 2018

“Silfide, Maga e Sirena, L’ideale femminile nella letteratura italiana dell’ottocento”


Il libro di Stefano Vaccaro

Ho avuto modo di assistere alla presentazione del libro “Silfide, Maga e Sirena, L’ideale femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento”, Edito Il Convivio Editore”, del giovane e talentuoso Stefano Vaccaro, venerdì 6 aprile presso la Sala del Fondo antico della Biblioteca Diocesana di Ragusa. Mi ha affascinato sin da subito leggere questo saggio, sia perché conosco l’autore e quindi anche la sua eccezionale sapienza, ma anche perché si parla di donne. Donne che in qualche modo hanno fatto la storia della nostra esistenza gettando le basi per il riscatto del femminino elevandolo a potere esistente ed influenzante in una società che era, fino a quel periodo, prettamente maschilista.
Protagoniste assolute del saggio sono dunque le donne, angeli incantevoli e tentatrici, e nella veste più oscura e goticheggiante di essere diaboliche, senza tralasciare il vorticoso labirinto d'immagini fin de siècle, popolato da magnetizzate, sonnambule, streghe e dame bianche, risultato di una percezione letteraria maschile che deriva dal timore inconscio di questa consapevolezza.
 Stefano Vaccaro, sicuramente è stato ispirato, per la stesura di questo saggio, dalle figure delle donne siciliane a cui ha dedicato lunghi studi sulle loro opere letterarie, tra cui la palermitana Giuseppina Turrisi Colonna che si batté per l’Unità d’Italia, Rosina Muzio Salvo, e soprattutto la poetessa netina Mariannina Coffa Caruso, che visse per più di 15 anni a Ragusa. Della Coffa, ha studiato i carteggi autografi, le sue prime edizioni. Dai carteggi privati della poetessa netina emerge soprattutto la figura della donna più che della poetessa: costretta a sposare un uomo che non amava, una vita fatta di lutti, il suocero che non le permetteva di scrivere. Era una donna complicata che si ribellava alla vita che fu costretta a fare perché, come lei stessa scriveva “non posso morire vivendo”, e che negli anni ‘70 dell’ottocento scardinò i dettami borghesi andando via di casa, facendo trasparire un gran coraggio. La libertà di scrittura si paga dunque attraverso dazi pesantissimi, come l’abbandono della famiglia, dei figli, attraverso l’esclusione e la solitudine. Infatti Mariannina Coffa morì in solitudine e in pazzia. Ha affascinato anche me la vita della poetessa Coffa, di cui Stefano Vaccaro racconta ulteriori fatti testimoniati dal medico personale della poetessa, Filippo Pennavaria: egli scrive che Mariannina iniziava a fare poesia appena entrava in uno stato di catalessi, sonnambulismo indotto. Intorno ai 20 anni incominciò a vedere uomini, che in realtà non incontrò fisicamente e che erano solo frutto della sua immaginazione. Nel giorno in cui morì la figlia, il Pennavaria, medico illuminista, racconta che mentre la bambina stava spirando in una stanza diversa a quella dove era la Coffa, lei in qualche modo pur essendo distante, cadde in uno stato di trans ed avvertì che la bambina era morta; cominciò a vedere degli uomini che stavano per portare via la bambina. Altri gli episodi raccontati dal medico che spiegano meglio la donna, prima ancora della poetessa. Viene facile dunque ricollegarsi alle donne della letteratura coeva, anche se non ci sono delle testimonianze che Capuana o Verga fossero conoscenti della Coffa, però le loro eroine sono molto simili alla poetessa netina. Il viaggio narrativo di Stefano Vaccaro si presenta conturbante e ci mostra ciò che era l’immagine della donna nell’ottocento letterario, attraverso una carrellata di grandi autori a partire dai siciliani Verga e Capuana, agli scapigliati, tra tutti Tarchetti e D’Annunzio con la sua visione decadente della donna.
Stefano Vaccaro ha sviluppato una sensibilità tale da saper scernere ciò che rappresenta la verità dalla finzione letteraria, dando un ampio respiro alle figure delle donne inserite all'interno della narrativa da lui analizzata.
Le donne, nell'ottocento cominciarono a ritagliarsi spazi del sapere che prima erano preclusi, diventando giornaliste, scrittrici, patriote, per cui incutevano timore all'uomo che le percepiva appunto come silfide maga o sirena, impauriti e per timore di perdere gli spazi e le caratteristiche di cui da sempre si erano appropriati: senza tempo posso confermare che la scrittura era ed è lo strumento del potere!
Libro consigliatissimo


Lara Dimartino


venerdì 2 giugno 2017

Eccezionale MEDEA a Ragusa

Tanta passione, forza, coraggio, inquietudine, amore e innovazione! E' questo il teatro che ci emoziona, che ci fa riflettere su ciò che abbiamo visto e che ci ha sconvolto, commuovendoci sulla tragedia appena conclusasi.


Eccezionale l'interpretazione dei ragazzi del Laboratorio teatrale 2016-17 dell’I.S.S. “G.B. Vico – Umberto I – R. Gagliardi di Ragusa", diretti da Fabio Guastella e Luca Iacono, che il 1 giugno, in due appuntamenti si sono esibiti presso il teatro Ideal di Piazza Libertà. Travolgente l'interpretazione della doppia Medea che ha emozionato e al contempo destabilizzato tutto il numeroso pubblico.


Medea
Cinque mesi di duro lavoro che, grazie alla regia di Fabio Guastella e Luca Iacono, ha permesso di plasmare una tragedia così antica, ma pur sempre attuale, a dei giovani attori. Una scenografia minimale dove Medea giace, dietro una cornice di distacco, come un confessionale tra lei e il proprio Io.
Medea e nutrice


Medea e Creonte

Medea, Creonte e Giasone, il loro amore, il dramma, i tradimenti e le nefandezze, con un finale epico  e duro, ma molto coinvolgente e toccante! Consigliatissimo!
Medea e Giasone
Medea e Giasone

Soddisfatti i due registi, Fabio Guastella e Luca Iacono, formati alla scuola dello Stabile di Catania. La Preside, Professoressa Barone ha espresso il suo apprezzamento per la regia  e per la bravura dei giovani attori che hanno trasferito al pubblico la passione per il teatro riuscendo a toccare le corde dell'anima; complimenti inoltre per la costumista e scenografa Laura Cocuzza.



Lara Dimartino

domenica 7 maggio 2017

Montalbano Style n. 2 Sul Set a Ragusa ibla - Intervista di Mario Tozzi ...



Sul set del Commissario più  lodato di Italia! Le scolaresche, numerose e chiassose urlano in coro da stadio “Montalbano, Montalbano”, finché la sicurezza li ha bloccati per far proseguire le riprese in silenzio. Ma non esiste schermo o altra protezione che possa fermare l’incontentabile sete di set
cinematografico. Un set che turisti provenienti da qualsiasi  (o quasi), parte del mondo conoscono e
vogliono vedere con i propri occhi, felici di tale bellezze incontaminate. Una signora inglese ha dichiarato alla sottoscritta di essere entusiasta di esser riuscita a vedere Luca Zingaretti durate la sua vacanza, mentre gli occhi le brillavano sotto il cocente sole pomeridiano. Non c’è da stupirsi, persino
le repliche di questa fiction battono i record dell’audience! Finite le riprese a San Vincenzo Ferreri, limitrofa all’accesso ai Giardini Iblei, il simpatico Catarella, alias Angelo Russo, è stato intervistato in piazza Duomo da Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico e conduttore televisivo del programma RAI, "Fuori luogo". Una scenografia unica al mondo che è stata impreziosita dalle gag di Angelo Russo e anche dai numerosi turisti che, ignari delle telecamere, avendo riconosciuto Catarella, gli sono andati incontro per salutarlo e complimentarsi con lui. Una scena che probabilmente vedremo quando andrà in onda la puntata di Fuori luogo.
Si può forse parlare di Montalbano Style, si perché a vedere i fan, i curiosi e i residenti, le scene che sotto i propri occhi si presentano sono uniche. Un plauso dunque a chi è riuscito a rendere i romanzi di Andrea Camilleri un sogno che diventa realtà, una realtà turistica che non va sottovalutata!
Lara Dimartino