sabato 8 febbraio 2025

"Ulisse: il piacere della scoperta": Alberto Angela sui luoghi di Montalbano

Il 17 febbraio su Rai uno la puntata speciale dedicata alla Sicilia del Commissario Montalbano


Alberto Angela a Ragusa Ibla, aprile 2024


In occasione del centenario della nascita di Andrea Camilleri, Rai Uno trasmetterà lunedì 17 febbraio una puntata speciale del programma "Ulisse: il piacere della scoperta" condotto da Alberto Angela, dedicata alla Sicilia del Commissario Montalbano.

Il viaggio televisivo porterà gli spettatori nei luoghi emblema delle storie del commissario, divenute mete turistiche grazie alla serie tv interpretata da Luca Zingaretti.
Tra le tappe: Ragusa, Scicli, la Fornace Penna di Sampieri, Donnafugata, Modica, Marzamemi, la Scala dei Turchi, la Valle dei Templi di Agrigento e Tindari. Alberto Angela ripercorrerà i momenti salienti delle riprese celebrando il successo della serie insieme ai protagonisti, Luca Zingaretti (il commissario Montalbano), Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (ispettore Fazio), Angelo Russo (Catarella). Un omaggio speciale sarà dedicato ad Andrea Camilleri: Arianna Mortelliti, nipote dello scrittore, racconterà il metodo creativo del nonno, mentre l’editore Enzo Sellerio parlerà dell’impatto mondiale della sua opera.

Dal 1999 al 2021, anni in cui si giravano gli episodi della fiction, attorno al set del commissario Montalbano, si creava una magia incredibile in cui i fan, i turisti e i semplici curiosi, facevano da contorno alle lavorazioni della troupe televisiva della Palomar nella speranza di incontrare i personaggi del cuore. Montalbano piaceva perché era un uomo intelligente, fedele alla parola data, restio agli inutili eroismi, colto, burbero ed empatico allo stesso tempo. Da non sottovalutare il fatto che oltre alla bellezza della fiction in sé, il giro economico era notevole. Sono tanti i motivi per cui al momento c'è uno stop, di una effettiva lavorazione, in realtà si vociferava che si sarebbe potuto lavorare agli ultimi due episodi, tra cui anche Riccardino, ma la perdita di molti attori protagonisti e soprattutto del regista, sicuramente ne mettono in discussione la probabilità reale di una produzione.

Come una candela arrivata all'ultimo centimetro dalla base, che si consuma e poi infine la fiamma si affievolisce fino a svanire nel nulla, così Montalbano scompare tra le pagine dell'ultimo romanzo di Andrea Camilleri, "Riccardino", pubblicato postumo alla morte del suo autore. Un romanzo diverso da tutta la serie cui eravamo abituati a leggere, perchè stavolta il commissario è in crisi con se stesso ma soprattutto con l'Autore. Non ne accetta le trame e nemmeno l'attore che è stato scelto per interpretarlo nella fiction. Un metaromanzo, come lo aveva definito lo stesso Camilleri, che sancisce appunto la fine, inevitabile della fiction in tv.

Mi è capitato nel corso dei venti anni di produzione della serie tv, di andare sul set, a Ragusa Ibla, Scicli, Punta Secca, e vedere quanta gente tra fan, appassionati, turisti e curiosi si affollassero attorno alle recinzioni della truope televisiva. Un'attrazione che sin dal 1999 in cui fu trasmessa in tv la prima puntata di Montalbano, “Il ladro di merendine” , permise di fare conoscere Ragusa anche a coloro che ne sconoscevano l'esistenza. Nonostante Ragusa fosse nota a molti registi predecessori di Sironi, la sua popolarità mondiale è sicuramente da riconoscere al Commissario Montalbano che ha mostrato i monumenti barocchi, il mare, i colori caldi e forti allo stesso tempo, insieme alla simpatia e ospitalità delle persone, creandone una sana dipendenza.

Alberto Angela a Ragusa Ibla, aprile 2024

Alberto Angela a Ragusa Ibla, parlando di Camilleri ha sottolineato l'importanza di non fare perdere la scia fortunata di Montabano, per non fare svanire nel nulla la fama di Ragusa.
Nella speranza che i numerosi visitatori che si sono succeduti durante questi anni non si perdano tra le pagine di uno dei romanzi di Camilleri, ma che invece il ricordo si tramuti in spunto per abbracciare un nuovo e rinnovato turismo, attendiamo con trepidazione Ulisse che sicuramente sarà una puntata di grande successo.


Alberto Angela a Ragusa Ibla, aprile 2024

Alberto Angela a Ragusa Ibla, aprile 2024


A seguire alcune delle foto scattate sui set dei luoghi cult in provincia di Ragusa:


Punta Secca, casa del commissario Montalbano

Punta Secca, casa del commissario Montalbano

Ragusa, Luca Zingaretti

Scicli, sede del commissariato

Scicli, sede del commissariato

Scicli, sede del commissariato, Cesare Bocci e Peppino Mazzotta tra i fan

Scicli, sede del commissariato, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta e Angelo Russo tra i fan

Scicli, sede del commissariato, i fan

Ragusa Ibla, Angelo Russo

Ragusa Ibla, Luca Zingaretti

Scicli, sede del commissariato

Scicli, Cesare Bocci e Peppino Mazzotta

Ragusa Ibla, il regista Alberto Sironi

Scicli, Luca Zingaretti

Ragusa Ibla, Alberto Angela


Lara Dimartino

giovedì 12 settembre 2024

TEMPO SOSPESO: VERNISSAGE 13 SETTEMBRE ORE 17:00, C.C.C. “MIMI’ AREZZO” VIA GIACOMO MATTEOTTI, 61, RAGUSA

 


“Siamo soliti pensare che ci siano tre tipi di tempo, il tempo presente, il tempo passato e il tempo futuro. Ma esiste anche un tempo diverso, il tempo sospeso. Il tempo sospeso ci annebbia il tempo del passato, ci fa vivere con trepidazione il tempo presente e ci permette di avere tante ambizioni sul tempo del nostro futuro.”

Grazie a questa riflessione del “Collettivo Lux”, il 13 settembre alle 17:00 presso i locali del Centro culturale “Mimì Arezzo” in via Giacomo Matteotti, 61, Ragusa, sarà inaugurata la mostra fotografica “Tempo Sospeso”,

Dopo il successo della mostra collettiva “I Remember”, che ha animato l’estate culturale fotografica a Ragusa città, il Colletivo Lux ha deciso di proporre un altro momento di confronto sempre utilizzando il media della fotografia.

Il percorso della mostra è articolato in immagini di paesaggi urbani, marini, orizzonti, attraversano le emozioni più intime e personali, fino ai giovani tuffatori di Marina di Ragusa, che vivono l’ottimismo che volge il suo sguardo al futuro.

Espongono i loro progetti in ordine alfabetico:

Giuseppe Ballistrieri, Alice Brugaletta, Corrado Amedeo Presti, Rocco Schininà.

Ospite in mostra del Collettivo, l’autore Antonello Ferrara, con il suo lavoro sui giovani tuffatori di Marina di Ragusa, che è stato esposto con successo presso il “Padiglione Italia” del Praga Photo del 2022.

Durante il Finissage della mostra, mercoledì 25 settembre alle 18:30, ci sarà la conferenza “L’uomo e il suo Tempo” di Ruggero Ruggieri.

Orari di apertura della mostra: tutti i giorni 9:30 – 13:00; 16:00-20:00 (domenica mattina chiuso)

martedì 23 luglio 2024

I REMEMBER: VERNISSAGE 27 LUGLIO ORE 18:00, C.C.C. VIA GIACOMO MATTEOTTI, 61, RAGUSA

 

Si inaugura giorno 27 luglio alle 18:00 presso i locali del C.C. Culturale di via Giacomo Matteotti, 61, Ragusa, la Collettiva I Remember, organizzata dal Collettivo Lux, di Nunzio Brugaletta.

Curatrice della mostra Karina Lukasik che, coadiuvata dal gruppo, ha fortemente voluto toccare un tema molto delicato che fa vibrare le corde dell’anima: i ricordi.

Cosa sono i ricordi per ogni singolo individuo e come può il ricordo di ogni singolo artista che espone le proprie fotografie, (in un allestimento realizzato ad hoc), evocare dei ricordi personali nei visitatori?

Ci spiega Karina il filo conduttore che le ha permesso di realizzare questo progetto:

“I Remember non è una mostra, ma un’esperienza che si prefigge di accompagnare il visitatore in un viaggio all’interno della mente, affinché, attraverso le emozioni, si crei un ricordo individuale.

 Il C.C. Culturale si trasforma quindi in un contenitore di ricordi, mentre le valigie (che sono parte dell’allestimento), diventano la testimonianza in cui la memoria di tutti scatena un flashback personale. Questa esperienza fa sì che la fotografia perda il valore meramente estetico divenendo un ricordo stesso, un’impronta conservata nella coscienza e rievocata dalla mente”.

Il vernissage sarà impreziosito dall'intervento della dottoressa Chiara Scrofani, Psicologa e Psicoterapeuta che parlerà de "Il ricordo qui e ora".

Le domeniche successive alla data dell’inaugurazione, saranno dedicate a conferenze, sempre nei locali del C.C.C., tenute da noti fotografi ed appassionati del settore a partire dalle ore 18:00, secondo il seguente calendario:

Domenica 28 luglio Giovanna Brogna Sonnino e Giuseppe Cicozzetti;

Domenica 4 agosto Salvatore Zito e Giancarlo Tinè;

Domenica 11 agosto Antonello Ferrara e Roberto Strano.

L’ultima domenica, 18 agosto concluderanno i lavori Nanni Licitra e a seguire Rosa Salvia.

 

 Espongono i loro progetti in ordine alfabetico:

Nunzio Brugaletta, Lara Dimartino, Giorgio Distefano, Karina Lukasik, Giuseppe Pitino, Gianna Spada.

 

                                                




 

 

                                                                                                                                                          L. D.


giovedì 21 marzo 2024

Successo per la Mostra di Pittura e Fotografia "Lo Specchio dell'Anima a Ragusa"

 





La mostra d'arte "Lo Specchio dell'Anima" si è conclusa con un trionfo di creatività e partecipazione a Ragusa, lasciando un'impronta indelebile nell'ambito artistico locale. Dall’ 8 al 20 marzo, il Centro Commerciale Culturale è stato il palcoscenico di opere straordinarie, sia pittoriche che fotografiche, che hanno catturato l'immaginazione di un vasto pubblico.

Organizzatrici dell’evento Anna Ottaviano e Deborah Fragalà, in collaborazione con la Prof.ssa Caterina Cellotti, che grazie alla loro passione e dedizione hanno reso possibile un’esperienza artistica unica nel suo genere.

Nella sezione dedicata alla pittura, gli artisti hanno presentato una varietà di stili e tecniche, offrendo al pubblico una panoramica ricca e coinvolgente dell'arte contemporanea.

Deborah Fragalà, Patrizia Cerminara, Guido Cicero, Rosanna Criscione, Giovanna Giaquinta, Rita Iacono, Emanuela Iemmolo, Anna Ottaviano e Daniela Sellini hanno dato vita a opere che hanno toccato corde emotive profonde e suscitato riflessioni sulla natura dell'anima umana.


La sezione fotografica, curata da Lara Dimartino e Gianni Giacchi, ha stupito i visitatori  con immagini potenti e suggestive. Attraverso il loro obiettivo hanno catturato momenti di bellezza, vulnerabilità e autenticità, trasportando il pubblico in mondi visivi unici e suggestivi.

Il successo travolgente della mostra è stato evidente fin dall'apertura, con un'affluenza costante di visitatori che hanno espresso ammirazione e apprezzamento per le opere esposte. L'atmosfera vibrante e stimolante creatasi all'interno del Centro Commerciale Culturale ha reso la mostra non solo un'occasione per ammirare l'arte, ma anche per condividere idee, emozioni e passioni.

In conclusione, "Lo Specchio dell'Anima" si è dimostrata non solo un evento artistico di grande rilevanza, ma anche un momento di connessione e crescita per la comunità artistica e culturale di Ragusa. Grazie agli sforzi congiunti di tutti coloro che hanno reso possibile questa straordinaria esposizione, l'arte continua a riflettere e illuminare la profondità dell'anima umana.









Gianni Giacchi





sabato 9 marzo 2024

“LO SPECCHIO DELL’ANIMA” , INAUGURATA LA MOSTRA DI PITTURA E FOTOGRAFIA

 

“LO SPECCHIO DELL’ANIMA” , INAUGURATA LA MOSTRA DI PITTURA E FOTOGRAFIA

Visitabile dall’8 al 20 marzo al CCC. Di via G. Matteotti n. 61, Ragusa, dalle 16,30 alle 19,30

 

 

E’ stata inaugurata con un numeroso pubblico la Mostra di pittura e fotografia “Lo specchio dell’anima”, attualmente visitabile fino al 20 marzo al Centro Culturale commerciale di via G. Matteotti n. 61, Ragusa.

A moderare la serata, che ha visto l’intervento della Professoressa Caterina Cellotti, il Presidente Unpli Ragusa APS Giorgio Caccamo e Giuseppe Bonanno, è stata la pittrice Anna Ottaviano insieme all’ideatrice e curatrice della mostra Deborah Fragalà. Sono intervenuti anche l’Assessore Giovanni Gurrieri e Don Giorgio Occhipinti.

Interessante la relazione della Professoressa Cellotti che ha citato le figure femminili che nel tempo hanno riscattato il ruolo che da secoli era stato imposto alle donne, attraverso la loro arte, a partire da Lavinia Fontana,  donna e pittrice alla corte dei papi, alla fotografa contemporanea recentemente scomparsa Letizia Battaglia, al ricordo di Anna Magnani con il film Bellissima per finire con un sentito e profondo pensiero del M° Giovanni Allevi.

Tematiche che hanno toccato il tema della bellezza e che si ricollegano allo specchio dell’anima e dell'interiorità di cui ha parlato Giuseppe Bonanno.

L’arte in tutte le sue forme ha coinvolto tutti i partecipanti che sono diventati parte integrante della mostra stessa rispecchiandosi nelle pennellate e negli sguardi delle opere esposte.

 

Espongono:

Pittura: Patrizia Cerminara, Giudo Cicero, Rosanna Criscione, Deborah Fragalà, Giovanna Giaquinta, Rita Iacono, Emanuela Iemmolo, Anna Ottaviano, Daniela Sellini

Fotografia: Lara Dimartino, Gianni Giacchi

 

 

























Foto inaugurazione: Emanuele Criscione e Antonio Scribano

 

 

Lara Dimartino


martedì 18 giugno 2019

ASSISTENZA SANITARIA: E’ ANCORA UN DIRITTO DI TUTTI?


Sovranismo e diritto all’assistenza sanitaria, 
di Giuseppe Occhipinti Segretario della Pastorale della Salute della Diocesi di Ragusa

Il sovranismo è ormai una consolidata “posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovranazionali di concertazione” (Treccani).
Dalla politica sovranista discendono una serie di deduzioni che privilegiano lo Stato nazionale e i suoi cittadini. La cittadinanza posta alla base, tra l’altro, del godimento dei diritti sociali.
La cultura del sovranismo è nata gradualmente nel tempo con una evoluzione che ha una certa coerenza: “prima i lombardi”, “prima il nord”, “prima i padani”, fino ad oggi con “prima gli italiani”
Il diritto alla salute è per tutti?
Vi è da chiedersi se, nella concezione sovranista il diritto alla salute che è tra i più classici diritti sociali è legato espressamente alla cittadinanza e al permesso di soggiorno, o alle  reali condizioni di bisogno di assistenza sanitaria…
Anche in questo caso le questioni partono da lontano. Il vigente testo unico per le leggi sull’immigrazione (legge 40/1998 poi D. Lgs 288/98), risale alla legge “Turco-Napolitano” che prese il posto della legge Martelli del 1989. I nomi dei ministri dell’epoca servono a capire in quale contesto politico sono nati i primi atti di distinzione tra diritti dei cittadini e diritti posti in capo a ogni essere umano in quanto tale.
Si distingue tra “stranieri iscritti al SSN Servizio Sanitario Nazionale” e “stranieri non iscritti al SSN”.  Per questi ultimi “non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno” quindi clandestini, erano e sono assicurate “le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva”. Vi è poi la declinazione non esaustiva – ma spesso interpretata come tale – delle prestazioni erogate per la tutela della gravidanza e della maternità, della salute del minore, le vaccinazioni, la profilassi internazionale e più in generale le malattie infettive.
Agli stranieri non in regola con l’ingresso e con il permesso di soggiorno spetta “un nucleo irriducibile di diritto alla salute protetto dalla Costituzione” tale diritto viene posto loro dalla Corte Costituzionale con sentenza 269/2010 “qualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l’ingresso”.  La discriminazione passa proprio nell’interpretazione del “nucleo irriducibile” che  spesso è soggetto a interpretazioni che nella prassi rischiano di essere restrittive. Tutte le prestazioni del SSN, riassumibili nei Livelli Essenziali di Assistenza sono erogabili agli “iscritti” al servizio sanitario, e solo una parte ai “clandestini” con un occhio particolare alle malattie infettive e quindi alla tutela della salute della “collettività”  più che a quella individuale. Nella prassi quotidiana vengono inoltre denunciate altre forme di ostacoli all’accesso delle cure con interpretazioni restrittive delle cure “essenziali” e della perdita del diritto di essere esentati dai ticket e quindi, spesso, dalle cure stesse.
L’accesso dei “clandestini” alle strutture non comporta però obbligo di denuncia (referto) “salvo i casi in cui il referto è obbligatorio anche per i cittadini italian”. Denuncia che resta obbligatoria, quindi, solo in casi in cui si commettano reati perseguibili d’ufficio, questo come anche per gli italiani, ma non quindi per la clandestinità. Quest’ultimo  principio nel 2009 fu messo in discussione dal “pacchetto sicurezza” Legge 94/2009 decreto Maroni che introdusse, il reato di clandestinità. Con il reato di clandestinità si è trasformato lo status in reato, la propria condizione personale in illegalità. Si pose all’epoca il problema se diventasse obbligatorio il referto – e quindi la denuncia all’autorità giudiziaria – per tutti coloro che non erano in regola con il permesso di soggiorno una volta che accedevano alle strutture sanitarie.  Vi furono numerose prese di posizione contrarie che costrinsero il ministro Maroni ai tempi Ministro dell’Interno a intervenire con una circolare, la n. 12/2009 con la quale si escluse il reato di clandestinità dall’obbligo di segnalazione all’autorità giudiziaria in caso di accesso alle strutture sanitarie.  Problema legislativo risolto con una circolare, quindi risolto impropriamente, ma comunque risolto.
Con il decreto Salvini (DL 113/2018) si abolisce il permesso di soggiorno per motivi umanitari spesso usato per motivi sanitari di durata biennale. Oggi l’unico permesso speciale per motivi medici ha la durata massima di un anno, questo permesso per motivi medici  viene concesso per condizioni di salute di “particolare gravità” e  deve essere accertato da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il SSN mediante “idonea documentazione”. Il riferimento alla documentazione e non alla certificazione è eloquente: non basta la classica certificazione – atto di scienza che determina le condizioni di salute/malattia – ma una documentazione più ampia ma che comunque non è specificata.
Per il diritto alla salute esiste quindi un doppio binario, il primo riguarda gli stranieri in regola che sono iscritti al SSN e beneficiano di tutte le prestazioni come gli italiani”, il secondo,  riguarda invece, gli stranieri che non sono in regola con il permesso di soggiorno e che prevede per loro un riconoscimento solo parziale del diritto alla salute. Le annose discussioni sullo ius soli o sullo ius culturae non hanno portato a niente. Sono nel limbo centinaia di migliaia di ragazzi che nascono in Italia, frequentano scuole italiane, amici italiani, si sentono italiani ma sono confinati in una zona grigia. Questa non comporta però una discriminazione sul diritto alla salute in quanto comunque risultano iscritti al servizio sanitario nazionale, ma in altri ambiti.
Concludendo, è attraverso il permesso di soggiorno – un atto amministrativo – che si gioca la disuguaglianza del diritto costituzionale di salute. Lo slogan sovranista che indica una priorità sulla base della cittadinanza, quindi anche sul tema del diritto alla salute appare sostanzialmente privo di effetti, ma “venduto” come se ne fosse pieno. Gioca a favore del diritto alla salute, il fatto di essere non soltanto diritto dell’individuo, ma anche “interesse della collettività”. La mancata presa in carico dei problemi di salute della popolazione migrante rischia di avere ripercussioni gravi su tutta la popolazione.
Evidentemente gli atti discriminatori devono passare per altre strade.